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QUELLA NOTTE IN CUI LA GRANDE COREOGRAFA TEDESCA PINA BAUSH FU ACCOMPAGNATA DAL REGISTA MATTEO GARRONE AL GENDER/ grazie PINA! ADIEU! sei stata la più grande danzatrice di sempre!
PINA BAUSH at GENDER
Dal ‘DIARIO ROMANO’
Di Thomas Radigk*
Nel giardinetto, dietro un cancello, una stretta scala liscia. L’ingresso secondario di un palazzo del tutto normale nel quartiere di San Giovanni. Ma siamo arrivati tardi. Troppa luce sulle pareti colorate, sul piccolo palco, sulle tende di plastica. Gomma, caucciù, latex hanno perso glamour. Aria di ‘ore 14 chiudiamo finalmente’ a Porta Portese di domenica. Aria di palestra dopo il party. Nel Gender lo show è finito. Un’atmosfera di occhi stanchi, di stantio, di tempo rimasto, di non voler ancora andare a casa. Guglielmo e Matteo Garrone (le nostre guide) conoscono le persone, qualche frequentatore. Riescono a placare l’attimo di diffidenza. Chi sono questi ‘troppo normali’, né mascherati, né travestiti. Possiamo passare. Un piacere riconoscere Pina Baush, che sorpresa, che piacere. Quasi come innamorati: carini, nervosi, trepidanti. Semplicemente simpatici. Circondano Pina, la mettono in mezzo, chiedono, raccontano. E Pina Baush. Come se si sentisse per niente sopraffatta. Tranquilla in questa tempesta di sensazioni e emozioni.
E loro. Parlaro dei loro problemi quotidiani. Poi si parte con il gran tour nel retrobottega: attraverso una tenda di plastica, si entra in contatto col sesso dissolto. Con la libertà di scegliere e di tentare, di cercare e magari soffrire. Una sorta di viaggio ‘sentimentale sensazionale’ (sicher darf jede / r auf ihrel / seine ‘Facon’ glucklich werden.)
Buio. In fila indiana lungo corridoi stretti. Stanzine per vedersi, toccarsi e farsi vedere, giocare. La visione di un’idea di sessualità-oltre. Oltre i limiti e le barriere, aria di libertà, con un alone di tristezza.
Usciti. Finito. Stappata una bottiglia di champagne e messa una firma nel libro degli ospiti. E delle promesse di rivedersi. Prima o poi.
*(Thomas Radigk, aiuto regista, scenografo, scrittore, fece da guida a Pina Baush nel suo soggiorno a Roma e tenne un diario dei luoghi e delle suggestioni che Pina e i danzatori del Tanztheater Wuppertal incontrarono via via nella Capitale)




